clicca qui per vedere il book trailer (foto di Roberta Arias).

 

 

E’ un atlante dei produttori del Cisterna Doc e spunti di conversazione.

COVER 1

Feste comandate è un piccolo libro nato con l’intento di parlare di tradizioni ebraiche, del folclore delle feste e delle tante sfaccettature con cui si possono vivere.

Attraverso queste pagine si percorre, idealmente, un piccolo viaggio tra le feste giudaiche, affrontate da un punto di vista laico e con spirito gioioso.

Un lavoro spontaneo, biografico e appassionato, frutto della collaborazione tra scrittrici che vivono due approcci diversi (per origini, provenienze geografiche, età ed esperienza) al mondo ebraico.

Una chiacchierata tra amiche sul proprio modo di sentire le feste ebraiche: dal capodanno ai riti di passaggio. Il testo contiene anche alcune ricette di famiglia (cucina aschenazita e sefardita), un breve glossario di termini ebraici e delle illustrazioni tematiche, piccole icone pensate per accompagnare con un sorriso e un pizzico di creatività ogni capitolo del libro.

Il libro è disponibile in e-book sui siti: IBS o Amazon

Ordinabile in version classica direttamente sul sito Gilgamesh Edizioni

 

Copertina Le feste comandate fronte bordato

 

COMING SOON

14 dicembre 2012 20:45
by: robertina
POLO CITTATTIVA PER L’ASTIGIANO E L’ALBESE
 Istituto Comprensivo di San Damiano

in collaborazione con

Museo Arti e Mestieri di un Tempo

Associazione Franco Casetta

MERCOLEDI’

19 DICEMBRE 2012

Ore 17.00

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO “V. ALFIERI”

DI SAN DAMIANO D’ASTI

SUSANNE RAWEH

 “LA NONNA BAMBINA
LA SHOAH RACCONTATA AI BAMBINI”
INTRODUCE
ROBERTA ARIAS

Presentato alla libreria Claudiana di Torino (Via Principe Tommaso 1) da Roberta Arias e Tullio Levi, il libro-biografia di Susanne Raweh è ora un libro, edito da Edizioni Gilgamesh, utilizzabile (come già è stato fatto da due scuole piemontesi) come testo scolastico nelle classi elementari e medie. 

“La Storia della Nonna bambina è un libro semplice, ma proprio per questo essenziale per insegnare al bambino ad avvicinarsi alla realtà della Shoah, troppo spessa celata o fraintesa o drammatizzata con toni che possono renderla surreale e poco tangibile.

Nella mente del bambino associare un’immagine, un vissuto, seppur non suo, lo aiuta a rendersi conto, immediatamente e senza mezzi termini, che ciò che legge è successo, è un’emozione, è storia vissuta.

Il percorso di Susie è una storia a lieto fine, seppur non leggera. I toni del buio, della solitudine e della paura provati da Susanna all’età di quattro anni, sono smorzati dai colori delle illustrazioni e dalla simpatia che ne emerge: la serenità con cui la storia è narrata avvicina il bambino, crea complicità ed empatia.

Per questo motivo la “Storia della nonna bambina” è un libro didattico, una superficie morbida e resistente su cui mettere le fondamenta della storia della Shoah, cosicché, crescendo, i bambini possano aggiungere mattoncini, uno dopo l’altro, per costruirsi la cultura della Shoah, per accettarla e provare a capirla.

E’ un libro da leggere insieme all’insegnante e in gruppo con i genitori che danno informazioni sulla panoramica storica dell’epoca creando con lui empatia.

Il messaggio del libro non è solo auto-biografico, è un mezzo, uno strumento con cui far sentire ai più giovani la Shoah: la presenza di Susanna che parla della sua vita nei campi di sterminio, della sua emozione da bambina, è insegnare ai giovani ciò che a parole non arriva, suggerirgli di “sentire” la storia, non solo di ripeterla come un ritornello vuoto e sterile. Sentire con il cuore invece che con le orecchie, questa è la potenza di un piccolo libro, scritto con l’anima e l’intelligenza di una nonna che è stata bambina e che ha assaggiato l’amaro seme del Nazismo, cercando di convertire il negativo in positivo. Frutto dell’elaborazione del bambino, dopo aver assistito alla presentazione del libro e alla testimonianza di Susanna, sono componimenti, temi, dediche, disegni, illustrazioni e montaggi-foto-video realizzati al computer: necessaria è l’elaborazione della storia dalla parte dei ragazzi tramite il disegno e la parola che vanno che diventano l’immediata integrazione tra intelletto  e cuore.

Dando spazio alla vita e non alla morte, alla speranza anziché alla desolata e muta rassegnazione del tempo che scorre e che annebbia la memoria. E la memoria deve vivere, sempre. Non solo il 27 gennaio come ricorrenza storica, ma sempre. Perché il dolore della Shoah, ciò che lascia in ogni persona che l’ha vissuta, direttamente o indirettamente, è un puntello acuto e vigile, un solco senza risposte, un senso di disordine e di freddo che non trova pace. Se non, a tratti, cercando di dargli voce e anima.

Il mondo dei giusti è un mondo dove trionfa la vita e l’allegria. Avere la forza di reagire, di raccontarsi, non significa dimenticare in fretta o voler minimizzare: è sapere di essere giusti, è credere ancora, e nonostante tutto, nella giustizia degli uomini. Ci sono state persone cattive – racconta Susanna ai bambini- ma anche buone, io sono qui grazie all’azione di un uomo buono.

La storia di Susanna non ha bandiere, non ha etichette, non è romanzata: è la sua storia, che con coraggio lei dona a chi la sa apprezzare, mettendo a nudo, ogni volta che la ripete, la sua anima, la sua fragilità, la sua forza. Il suo pudore. E lo fa fino in fondo, senza ipocrisie.

La testimonianza della nonna bambina è un messaggio universale, è un pezzo di storia di tutti, non solo del mondo ebraico. È un fiore in mezzo a tante sterpaglie e ferri arrugginiti e pungenti, ma è profumato, è fresco: è una piccola voce nel silenzio della memoria di milioni di vittime dei campi di sterminio, che si fa sentire, chiara e dolce, ma non per questo meno diretta al cuore di chi la ascolta.”

                                                       Con profonda amicizia, Roberta Arias per Susanne Raweh

 

Tutte le info sul libro, con prefazione a cura di Deborah D’Auria (Titolare della Cattedra di Storia dell’Ebraismo Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose Chàrisma) sono sul sito di Gilgamesh edizioni:

http://www.gilgameshedizioni.com

gilgameshedizioni@gmail.com

La storia della nonna bambina – La Shoah raccontata ai bambini

Susanne Raweh e Dafna Schonwald

LA STORIA DELLA NONNA BAMBINA

LA SHOAH RACCONTATA AI BAMBINI

ISBN 978-88-97469-17-9, pp. 24, prezzo di copertina € 6,00.

 

 

 

“SUSANNA RAWEH. LA STORIA DELLA NONNA BAMBINA

INCONTRO A CISTERNA D’ASTI PER NON DIMENTICARE”

9^ INCONTRO PER IL POLO CITTATTIVA ASTIGIANO E ALBESE

Spesso le manifestazioni per la Giornata della Memoria si concludono in concomitanza del 27 gennaio di ogni anno, relegando tutta una serie di considerazioni ad un periodo limitatissimo di tempo e sempre denso di appuntamenti. In considerazione di questo, il Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese ha deciso di dedicare molti appuntamenti a questo momento storico per analizzarlo attraverso diversi punti di vista. L’ultimo incontro sul tema si è tenuto giovedì 23 febbraio, alle ore 21,00 presso il Teatrino Parrocchiale di Cisterna d’Asti, in collaborazione con l’Associazione Franco Casetta di Canale d’Alba e l’Israt.

                                                                                              

 per ascoltare il video su u-tube:

http://www.grptv.it/?p=1597

Maggiori dettagli, le lettere tra Susanna e i bambini della scuola di Cisterna sono sul blog scuole al museo:

www.scuolealmuseo.it

Susanna è disponibile per incontri aperti e gratuiti con le scuole (elementare, primaria, secondaria) e/o associazioni.

Per contatti e maggiori informazioni sugli incontri con Susanna Raweh scrivere ad ariasroberta@gmail.com. grazie.

 

“PILLOLE DI LIBERTA’ PER SCELTE CONSAPEVOLI”

15^ INCONTRO PER IL POLO CITTATTIVA ASTIGIANO E ALBESE

La libertà si può espletare anche quando si va a fare la spesa?

La risposta non è semplice ma, probabilmente, è affermativa se gli individui si trasformano da consumatori a soggetti consapevoli delle proprie scelte anche quando si trovano a tavola. Questa tematica è stata al centro del dibattito dell’incontro che si è tenuto sabato 5 maggio 2012 alle ore 17,00  presso il Castello di Cisterna d’Asti, organizzato dal Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese in collaborazione con il Museo Arti e Mestieri di un Tempo.

Luca Reteuna e Giorgio Ferrero, con la moderazione della giornalista Roberta Arias, ne hanno piacevolmente dibattuto con il pubblico. Luca Reteuna, classe 1960, è giornalista dal 1981. È stato corrispondente del “Corriere medico” (quotidiano di sanità del “Corriere della sera”) e caporedattore di testate nazionali di scienza e tutela dei consumatori. È autore di molti libri, ultimo dei quali “Sorella acqua”, Ed. Effatà, che verrà presentato nei prossimi giorni.

Giorgio Ferrero classe 1966, responsabile del dipartimento Agricoltura-Alimentazione del Pd Piemonte.Agrotecnico,

risiede a Pino d’Asti, dove è titolare di un’azienda agricola ad indirizzo prevalentemente vitivinicolo. In Coldiretti ha ricoperto l’incarico di presidente provinciale e regionale, componente della Giunta nazionale. E’stato sindaco del di Pino ed amministratore della Camera di Commercio di Asti.

Nel suo intervento introduttivo la dott.ssa Arias ha ricordato come la saggezza del passato, anche in ambito agroalimentare, dovrebbe essere un messaggio capace di orientare anche le scelte del presente. Partendo da questo stimolo a Ferrero e Reteuna, in diversi passaggi, hanno delineato il profilo di un problema che tocca tutti e che può avere, nel tempo, effetti nefasti sulla salute. Si è sottolineata la fatica di molti a comprendere tutti i cambiamenti che, nel corso di pochi decenni a partire dal secolo scorso, hanno completamente sovvertito usi e consuetudini anche alimentari che si erano consolidati nel corso di secoli.

A partire dopoguerra, una sempre più notevole disponibilità di cibo nei Paesi ricchi ha sconfitto il problema di una fame atavica che colpiva buona parte della popolazione. Tutto ciò, per molto tempo, ha portato ad esaltare i successi della modernità che, però, solo in tempi recenti ha rivelato i suoi aspetti nocivi. Sempre più spesso i vari trattamenti che subiscono i prodotti, a partire dalle materie prime, fanno sì che non sempre ciò che si mangia è ciò che si crede di mangiare. La quantità, infatti, non va sempre a spasso con la qualità ma solo essendo informati su queste tematiche si possono effettuare scelte libere e consapevoli. Nel diritto di nutrirci, appunto, possiamo esprimere anche la nostra libertà di scegliere.

Putroppo scelte errate, nel corso del tempo, hanno provocato quella che si potrebbe definire mortalità alimentare di cui, però, quasi mai si parla anche per i forti interessi economici che regolano il mondo della produzione di questi prodotti. Di molte sostanze, sebbene inserite nelle etichette e tutte autorizzate, spesso non si esprimono i quantitativi all’interno dei prodotti ma, sommati quodianamente nell’ alimentazione, possono diventare pericolose può inconsapevolemete essere superata la soglia giornaliera consigliata.

Coloranti, additivi, conservanti rendono appetibili prodotti spesso di scarsa qualità in partenza ma non solo, di molti sono stati già studiati e sperimentati in alcuni Paesi gli effetti negativi specialmente nei bambini sui quali, spesso, causano iperattività e scarsa capacità di attenzione. Inoltre l’utilizzo di grassi vegetali non definiti spesso significa l’impiego di sostanze che non apportano alcun tipo di vantaggio in termini nutritivi ma determinano l’accumulo di sostanze lipidiche nell’organismo a partire dall’infanzia.

Per difendersi diventa quindi di fondamentale importanza saper scegliere gli alimenti soprattutto attraverso la lettura delle etichette di tutti i prodotti, approfondendo magari la conoscenze delle diverse sigle europee utilizzate per indicare le sostanze inseritenei vari cibi.

La scelta dei prodotti bio garantisce l’utilizzo di prodotti più controllati già a livello di materie prime con costi, in rapporto, quasi in linea con quelli degli altri presenti sul mercato – anche perché diverse catene alimentari da tempo li propongono sui propri scaffali – ma con un vantaggio in più per la propria salute. Ma ci sono anche altri mezzi: l’acquisto diretto da piccoli produttori che garantiscono la qualità dei prodotti, anche attraverso i Gas (gruppi di acquisto solidale) che permettono una spesa di gruppo, a prezzi contenuti.

Ma, ovviamente, numerosi altri sono i problemi che, in alcuni casi, possono essere ovviati attraverso l’educazione che famiglia e scuola devono contribuire sinergicamente a costruire ripristinando una cultura alimentare che, un tempo, prevedeva ad esempio, l’utilizzo di prodotti stagionali e locali.

Altri problemi invece, come sottolineato in alcuni interventi dei presenti, riguardano la scarsità di risorse delle famiglie degli ultimi tempi che, sovente, non consentono di effettuare le scelte che si vorrebbero su queste tematiche. Altre motivazioni, sulle quali ha posto l’accento la consigliera regionale Angela Motta presente all’ incontro, sono la vita frenetica che induce ad una minor attenzione sugli acquisti e, talvolta, uno scarso investimento in questo settore a favore di altri generi ritenuti socialmente pù appetibili. A questo proposito ha sottolineato che il mondo politico dovrebbe favorire una conoscenza maggiore proprio in quelle fasce di popolazione meno informate su questi argomenti, attraverso campagne di prevenzione che, nel tempo, risultano sempre vincenti. Infatti scelte alimentari errate si ripercuotono economicamente sulla collettività a causa dei costi che, prima o dopo, vengono caricati sul settore sanitario e, di conseguneza, sulle tasche dei contribuenti.

Un altro apporto importante al pomeriggio è stato dato dal Maria Josè Guido Pastor Rodiguez, genitore, apicultrice biologica, ingegnere agronomo, esperta in cooperazione internazionale e conoscitrice di diverse realtà africane in cui ha prestato la sua attività. Ha reso noto come, negli ultimi anni, buona parte del miele a buon mercato provenga dall’estero e sia composto, in realtà, da miscele chimiche delle quali rimane ancora sconosciuta la natura. Il prodotto una volta giunto illegalmente in Italia, viene addizionato da pollini locali in modo da mascherare la sua dubbia natura.

Secondo la dott.ssa Pastor la politica nazionale ed internazionale dovrebbe pretendere un esborso maggiore in tasse da parte dei produttori che utilizzano sostanze di cui gli  effetti siano ancora incerti in modo da favorire chi, preservando anche il territorio, espleta un lavoro a favore della collettività.

Purtroppo, come sottolineato dai relatori, molte di questi prodotti sono legali a livello europeo anche se, in certi Paesi, si comincia a fare attenzione alle pubblicità ritenute ingannevoli ed alcuni prodotti di origine dubbia sono stati messi al bando. Ma Reteuna e Ferrero hanno sottolineato coralmente che l’arma migliore è quella della scelta al momento dell’ acquisto – senza alcun tipo di estremismo sempre deletereo – che, su larga scala, favorirebbe una riflessione da parte dei produttori.

Ovviamente sempre al primo posto l’informazione. Siti come www.altroconsumo.it, rendono noti i risultati di ricerche in ambito nazionale ed internazionale. Piccoli consigli per evitarci di fare la fine dell’inconsapevole Biancaneve davanti a quella che sembrava una succulenta mela… sembrava, appunto.

Giovanna Cravanzola


fonte: blog scuole al museo
http://www.scuolealmuseo.it/blogdidattica/
7 ottobre 2012 dalle ore 10.30 alle ore 19,00
Castello Medioevale di Cisterna d’Asti
“Mercande’”
Nona edizione del “Mercande’” con animazioni e spettacoli, mercato delle “cose buone” con marchi di eccellenza
http://www.museoartiemestieri.it/nuovo/agenda.php

20 ottobre Cisterna d’Asti